Quando iniziare un percorso valutativo per sospetto DSA?

Dopo aver esplicitato che cosa si intende per DSA e quali sono, a grandi linee, le modalità valutative occupiamoci del quando?

Quando è necessario portare avanti un processo valutativo per sospetto DSA? Ci sono dei limiti specifici in base all’età?

Sia che i genitori arrivino dal clinico su consiglio degli insegnanti sia che abbiano deciso di intrapprendere un persorso per sospetti personali l’età anagrafica da tenere a mente per poter procedere con la diagnosi di DSA è 7-8 anni o più in generale la fine della classe seconda della scuola primaria. Prima di questo momento, infatti, non è possibile procedere con la valutazione degli apprendimenti finalizzata alla eventuale diagnosi di DSA. Secondo le linee guida emanate dall’Istituto Superiore di Sanità, però, questo limite varia a seconda della tipologia di apprendimento carente nel soggetto; avremmo quindi che è possibile procedere con un’eventuale diagnosi di:

  • Dislessia e Disgrafia dalla fine del secondo anno di scuola primaria (anche se per la Disgrafia si consiglia di attendere il termine della classe III della scuola primaria);
  • Discalculia e Disturbo della comprensione del testo dopo la fine della classe terza della scuola primaria;

La motivazione dietro a questi limiti è che non è bene valutare la presenza di difficoltà a carico degli automatismi prima che questi divengano, effettivamente, automatici. Le difficoltà di lettura di un bambino frequentante la prima classe della scuola primaria possono essere dovute sia alla presenza di un disturbo sia ad una velocità di acquisizione dell’automatismo diversa rispetto a ciò che viene richiesto in quel preciso momento dell’anno scolastico. É quindi possibile che quello stesso bambino qualche mese dopo acquisisca l’automaticità delle abilità di lettura senza la necessità di alcun intervento.

Ma, quindi, cosa fare in caso di sospetta difficoltà in un bambino che non ha ancora raggiunto l’età utile per procedere con la diagnosi?

Le linee guida, soprattutto se il sospetto della presenza di un disturbo viene evidenziato dagli insengnanti, consigliano di procedere con un periodo di potenziamento dell’abilità, o delle abilità, per cui si evidenzia l’eventuale difficioltà. Se al termine di tale periodo di potenziamento le difficoltà continueranno a presentarsi allora si procederà con la valutazione; diversamente si potrà affermare che le difficioltà presentate fossero dovute più a problematiche momentane che alla presenza di un effettivo disturbo.

Personalmente, a meno che le difficoltà non siano particolarmente inabilitanti, consiglio sempre un iniziale percorso di potenziamento per evitare di produrre una diagnosi che potrebbe risultare, in caso di semplici difficoltà momentanee, erronea ed etichettante. Nella maggiornaza dei casi, comunque, quando un genitore giunge nel mio studio richiedendo una vautazione per sospetto DSA la scuola ha già messo in pratica attività di potenziamento o addirittura, in alcuni casi, un Piano Didattico Personalizzato. In questi casi, quindi, si può procedere senza ulteriori attese con il processo valutativo. Ricordiamoci che nel caso di presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento la precocità della diagnosi è essenziale per la realizzazione di un percorso scolastico ottimale.

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